“White list” in Antimafia, qualcuno ha qualcosa da spiegare agli elettori…

Palazzo San Macuto ha emanato una nota diffusa dalle agenzie di stampa a livello nazionale circa le adesioni al vaglio anticipato delle liste per le Amministrative d’ottobre. E due soggetti politici sono i Grandi Assenti: clamorosamente, il Partito democratico. E poi l’intera coalizione che, peraltro, fa capo a un ex pm come Luigi de Magistris.

Tutto è cambiato

Il Regolamento sulle white list elettorali trae linfa dalla legge 99 del 7 agosto 2018.
Al tagliando triennale, l’emendamento Ferro presentato dalla deputata di Fratelli d’Italia (ed ex candidata alla PresidenzaWanda Ferro e dal correlatore Marco Pellegrini (senatore foggiano di Cinquestelle) le ha cambiate in profondità.

In particolare, finora le liste venivano presentate all’organo parlamentare soltanto una volta formalizzate e depositate secondo procedure elettorali. Molte forze politiche, però, avevano lamentato la scarsa efficacia di questo tipo di previsione. Una volta identificati gli “impresentabili”, nomi resi noti a ridosso delle consultazioni, alle liste di riferimento non restava che piangere sul latte versato. «Ma partiti e liste civiche non sono “questurini”, che ne sappiamo noi di quel che possono conoscere le Dda e gli organi investigativi?», era il refrain.

Alibi sparito

Beh, adesso quest’alibi è sparito. Il regolamento, per come modificato, continua a riferirsi ad adesioni volontarie, per carità. Ma i soggetti politici che intendano sottoporre le liste a Palazzo San Macuto – a propria stessa tutela, oltre che degli elettori – nei fatti presentano delle “pre-liste”. Liste non ancòra né definitive, né in alcun modo ufficiali.
Tanto che vengono integrate da nominativi eccedentari: “riserve”, volendo fare un paragone calcistico. Possibili candidati che potranno avvicendare eventuali “impresentabili” in modo tempestivo e – soprattutto – già “certificato”nelle circoscrizioni elettorali di riferimento.

Morra: Regionali, depositate 11 liste

In una nota diffusa ieri, giovedì 12 agosto, fa sapere il presidente della Commissione parlamentare Antimafia Nicola Morra che in totale sono stati sottoposti all’organo parlamentare «459 nominativi».

Un dato complessivo, che mette assieme le Regionali calabresi e le Amministrative che si svolgeranno simultaneamente, nel previsto election day del 3 e 4 ottobre.

Si può tranquillamente parlare di pratica fallimentare quanto alle Comunali nelle grandi città: «Per Roma è pervenuta solo la lista M5S, così come per Latina» che è vicina, ma non in termini di dimensioni. «Per Napoli – fa sapere ancòra il presidente dell’Antimafia – solo liasta Fratelli d’Italia». Anche alla luce di questi depositi così rarefatti, la Commissione auspica che «l’adesione, ad oggi solo volontaria, cresca nel tempo». Questo, per «fornire ai cittadini la possibilità di scegliere i propri rappresentanti in piena trasparenza».

Situazione opposta per le Regionali calabresi, altamente attenzionate. Specie considerando gli arresti dei già consiglieri Domenico Creazzo, Sandro Nicolò e Nicola Paris, dell’ormai ex presidente d’Assemblea Mimmo Tallini e di un suo predecessore, l’assessore Franco Talarico.
Così, sono state depositate a Palazzo San Macuto ben 11 pre-liste per il rinnovo di Palazzo Campanella. «In ordine cronologico» Coraggio Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia, Forza Azzurri, Forza Italia, Occhiuto Presidente, Lega, Udc, Tesoro Calabria, Calabria Libera, M5s.

Le 8 liste del centrodestra

Il centrodestra, che candida alla Presidenza Roberto Occhiuto, ha presentato 8 “pre-liste” all’Antimafia.
Parecchie le peculiarità.

Naturalmente c’è la lista di Fdi, che a lungo non aveva formalizzato l’appoggio a Occhiuto (pur nell’aria).

Coraggio Italia, prima lista a essere depositata, scioglie così ogni “dilemma” circa il simbolo, in modo comunque evidente dopo il merge con Cambiamo!

Tra le pre-liste inviate al vaglio dell’Antimafia, con una “botta di fantasia” la classica lista civica presidenziale andrebbe a chiamarsi Occhiuto Presidente.
Altra curiosità: se le liste rimarranno invariate nel numero/nome/simbolo, incentiveranno la possibile confusione dell’elettore. A oggi, metà delle 8 liste (!) includono infatti la parola “Italia”.

Nel merito, resta poi singolare la posizione della Lega. Che con una mano “fa quadrato” col resto del centrodestra e presenta le liste in Antimafia.
Convintamente, a leggere le parole di Tilde Minasi rispetto al sentiment legalitario. «Spiace», scrive il capogruppo a Palazzo Campanella, che non sia stato «colto dal centrosinistra e da De Magistris, i quali, pur sbandierando sempre il vessillo della moralità e della rettitudine, ed al di là dei propri codici etici e delle decisioni considerate (da loro stessi) irreprensibili, non hanno ritenuto importante aderire ad una proposta semplice ed immediata». Che però, scrive la Minasi, «rafforza ulteriormente l’attenzione sulle scelte che si stanno delineando» per il futuro della Calabria.

Con l’altra mano, tuttavia, quelli del Carroccio raccolgono firme referendarie per abolire la “legge Severino”. Cioè uno dei pochi baluardi – assai migliorabile, per carità – in grado d’arginare realmente lo sposalizio antico e diffuso tra malapolitica, corruzione e mafie.
Posizione talmente divisiva che persino Fratelli d’Italia s’è “smarcata”. Così, Meloni & C. – fra i 6 referendum – non appoggiano quello sulle misure cautelari e appunto quello per abrogare la “Severino”.

Confusione nel centrosinistra?

Nel centrosinistra, che sostiene Amalia Bruni per la “scalata” a Germaneto, varie cose non si sanno in maniera precisa. Per esempio, l’esatto perimetro della coalizione. Solo in queste ore, per dire, il Partito socialista ha affidato il tentativo di comporre una lista psi a un “direttorio” (che include il segretario provinciale reggino Gianni Milana).

Ha inciso il duplice rifiuto di Nicola Irto la “tragedia” che ha portato alla rinuncia di Maria Ventura e vari “no” sparsi qua e là. Ma certo, l’impressione che talora s’è avuta è che chi s’alza prima al mattino, in questo schieramento, “spari” la sua.

Non poteva che accadere così pure per il deposito delle liste in Antimafia. E dunque: Pd di qua, alleati di là.

Carlo Tansi deposita puntualmente i nominativi delle due liste nell’alveo del centrosinistra.
Lo stesso fa il Movimento Cinquestelle.
E invece, “listone” o meno che abbia in programma, il Partito democratico non deposita un bel niente.

Ma perché, allora?
Gli sherpa di Amalia Bruni fanno trapelare un motivo ben diverso da quello sussurrato dai leghisti.
Quella dèm sarebbe una precisa scelta. Perché «non c’è alcun bisogno di un vaglio ulteriore: abbiamo per Statuto un Codice etico rigoroso, che abbiamo rafforzato solo in queste settimane col Patto etico con Carlo Tansi e i candidati delle sue liste».

Ma Tansi insiste coi dèm

Ma, visto che è stato esplicitamente “tirato in ballo”, che ne pensa Carlo Tansi? Solo poche ore fa, il leader “arancione” aveva definito il deposito delle liste in Antimafia «un atto facoltativo, ma fondamentale»

«La Commissione parlamentare Antimafia ci offre una grande opportunità – commenta Carlo Tansi, conversando con Tempostretto –: sottoporre tutti i candidati a un “setaccio” legalitario, in stretto raccordo con le Direzioni distrettuali antimafia di Reggio Calabria e Catanzaro. Sono del parere che, al di là dei vari Codici etici, il Partito democratico dovrebbe cogliere al volo questa chance, già abbracciata dalle nostre due liste e da Cinquestelle. Aggiungo una cosa – così Tansi –. Noto che Luigi de Magistris, ex magistrato, a sua volta non ha consegnato all’Antimafia l’elenco dei propri candidati: perché? Forse perché, malgrado i proclami circa le sue sbandieratissime 8 liste, la loro composizione nei fatti è ancòra in alto mare?».
Così Tansi, rispetto al sindaco di Napoli che, fino a qualche settimana addietro, era da lui sostenuto e formava con lui il famosoTanDem elettorale.

Oliverio: liste in alto mare…

Sembra peraltro dare indirettamente ragione all’ex capo della “sua” Protezione civile lo stesso Mario Oliverio. Che, sentito da Tempostretto, sintetizza così la propria posizione al riguardo.

«La coalizione che supporta la mia candidatura alla Presidenza non ha inviato le liste all’Antimafia nei tempi previsti. Però noi siamo assolutamente interessati a farlo. Il problema – asserisce candidamente il politico cosentino che vuol diventare il primo a conquistare due mandati presidenziali a elezione diretta in Calabria – è che praticamente nessuno ha le liste già complete ancor prima di Ferragosto».

Singolare scelta per de Magistris

Chissà se il motivo del mancato deposito a Palazzo San Macuto delle liste preannunciate da Luigi de Magistris è quello ipotizzato da Tansi (composizione malcerta).

Di sicuro c’è solo che Tempostretto ha chiesto lumi per tempo all’entourage di Luigi de Magistris. E la risposta è apparsa alquanto vaga: «Ancòra non è stata definita la data in cui le liste verranno inviate al presidente Morra».
In realtà però, per presentare le “pre-liste”, c’era un termine molto preciso. Che non è stato rispettato. E la cosa appare ancor più singolare, a pensare che solo lunedì scorso, 9 agosto, lo stesso de Magistris – in conferenza stampa a Lamezia Terme – aveva fatto presente d’esser prontissimo a presentare le liste al vaglio dell’Antimafia e dei cittadini calabresi, prima della tornata elettorale.

 

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