Berlusconi “dà il bollino” a Scopelliti: in Calabria, ora l’Udc è a un passo dall’abbraccio col Pd

Si chiama Daniele Romeo il giodaniromeovanissimo consigliere comunale (pidiellino) di Reggio Calabria autore di un “colpo” davvero significativo: in diretta Sky, ha chiesto al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi (nell’ambito della necessità di trattare con l’Udc, cosa che si è fatta peraltro più complicata per via del pressing piddino sui centristi, anche sui nomi dei candidati a Governatore nelle singole Regioni in cui si vorrà tentare di chiudere alleanze Udc-Pdl) se il nome di Giuseppe Scopelliti come candidato alla presidenza della Giunta regionale fosse “uno” dei nomi, o proprio quello giusto.

La risposta del premier è stata di una granitica e forse insperata solidità: il sindaco reggino e coordinatore calabrese del Popolo della libertà sarà il candidato del Pdl alla carica di Presidente, per il voto del 21 e 22 marzo.

La cosa a nostro avviso è importante. Crediamo poco ai tatticismi: e la partita 2010-2014 (no!, non sono gli anni del settennato dei fondi comunitari, anche se in parte rilevante coincidono, ma quelli della prossima legislatura regionale…) sarà decisiva per la Calabria. Troppo, affinché un “particolare” rilevantissimo come il nome dei singoli candidati all’incarico presidenziale possa essere lasciato nell’incertezza fino, magari, a poche settimane dal ricorso alle urne.

Ma il frangenscopellitite, questa sorta di ufficializzazione della candidatura Scopelliti, è fondamentale per almeno altri due motivi più “politici”.

1)   Se mai la gente di Calabria non l’avesse capito, è assolutamente assodato che (anche) il Pdl calabrese non conta assolutamente nulla: come sempre, come in quasi tutti i partiti, per le scelte-clou si decide tutto a Roma. E – cari Traversa e Abramo, Pirilli e Gentile, Sarra e Bevilacqua, Morelli e Dima… – Berlusconi ha deciso che il candidato sarà Scopelliti: punto. Decisione verticistica, non certo partecipata, fuori da ogni concertazione e adottata, al più!, col sondaggista di fiducia accanto.

2)   L’Udc è davvero a un bivio… Infatti, intervistato proprio da questo blogger, il presidente nazionale udiccino Rocco Buttiglione buttiglioneha ribadito in questi giorni due concetti assai cari a Cesa&Casini: intanto, col Pd – o col Pdl – non ci sarà nessun accordo “nazionale” ma si ragionerà esclusivamente “regione per regione”. In seconda battuta, in nessuna regione e comunque in Calabria <non pensi il Pdl – ha ammonito l’ex ministro – di presentarsi a un tavolo di trattative con l’Udc con un “pacchetto” preconfezionato e un candidato già stabilito>. ….Fatto! E’ proprio quel che Berlusconi ha certificato: il dialogo coi centristi, in Calabria, almeno sul nome del candidato non ci sarà mai perché il candidato “è” Peppe Scopelliti, come sancito dal premier “in solitaria”.

Potrebbero essere i prodromi di un’alleanza calabrese Pd-Udc, per certi versi sensazionale!, a una manciata di mesi dall’accordo (<strategico, non tattico, e valido pure per le Regionali 2010> si disse all’epoca) per le Amministrative 2009.

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