Quelli come noi (senza più Notre-Dame)

È sicuramente una generazione particolare, la nostra.

È così che a quelli come me è capitato di vedere il World Trade Center – insomma le Twin Towers, le Torri Gemelle – e di vederlo, un grappolo di mesi dopo, ridursi in cenere per via di un vile attentato terroristico da 3mila vittime. E di vedere la Cattedrale di Notre-Dame e, adesso, vederla ridotta in cenere o quasi, probabilmente perché (ironia della sorte…) qualcosa nel restauro (!) non ha funzionato.


Crolla il tetto; crolla la guglia; sta per andare bruciato in questi minuti il preziosissimo interno in legno risalente al XIII secolo di quella che è la seconda chiesa più visitata d’Europa, sùbito dopo San Pietro.

Crolla qualcosa dentro di noi, dentro il nostro immaginario, visto che due simboli da “sette meraviglie del mondo” sono venuti giù nell’arco di pochi, pochi anni sottraendoci qualcosa. 

Naturalmente, resta l’amarezza.

Ma, a dirla tutta, anche le meraviglia di aver visto, prima che queste meraviglie, per come le abbiamo conosciute, ci venissero sottratte per sempre.

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