Adesso lo dicono anche al Ministero: il Comune di Reggio a un passo dal dissesto

Ci sono dieci grandi città che rischiano molto seriamente il default, scrive un quotidiano serio e mai “strillato” come La Stampa.

“Modestamente”, il Mezzogiorno primeggia in questa specialissima graduatoria-delle-disgrazie-economiche-degli-Enti che circola nei corridoi del Ministero dell’Economia, grazie a Napoli e Palermo. Sempre in Sicilia, c’è pure Milazzo, nel Messinese; e in classifica ci sono anche le due principali metropoli italiane, Roma e Milano.

E siccome siamo metropolitani….. nella top ten fa la sua bella figura Reggio Calabria, «finita in rosso già nel 2007-2008 e ora oggetto di un’inchiesta della magistratura», scrive Paolo Baroni.

Per Reggio e altre 9 «grandi città», si argomenta sul quotidiano torinese, il default è alle porte perché in spending review c’è una norma che, perseguendo l’«armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio», impone di svalutare di un quarto (25%) i residui attivi fin qui accumulati.

Chiaro, no? Finiti trucchi e trucchetti, in riva allo Stretto come altrove, come quello di “gonfiare” artatamente i crediti ritenuti esigibili e in realtà risalenti magari a qualche incerto obbligo vecchio di 20 anni («Somme inesigibili» aveva definito questa slavina di residui attivi, e non per caso, l’ex presidente di Confindustria Sicilia Ivan Lo Bello giusto pochissimi giorni fa).

«Tagliando di colpo i residui attivi è chiaro che i bilanci non quadrano più», conferma il presidente dell’Anci (l’Associazione nazionale dei Comuni italiani) Graziano Del Rio, puntando l’indice inoltre sul mezzo miliardo di euro di (ulteriori) tagli ai trasferimenti stabiliti dal Governo solo per quest’anno, a pochissimi mesi dalla chiusura-bilanci, che – si badi – dal 2013 diventeranno un miliardo di euro l’anno.

In riva allo Stretto, oggi, ci sono nuvoloni nerissimi. E non solo per la pioggia.

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