“Lettera aperta” agli omofobi nel giorno del “Calabria Pride”. Per non dimenticare quel vergognoso pestaggio

CARI OMOFOBI, C’E’ UNA COSA CHE01-00010248000001 VORREI DIRVI.

Lo “spettacolo” che vedete in foto non ha niente a che fare con la comunità #Lgbt e col #CalabriaPride di oggi a Reggio. Si tratta, più modestamente, della manifestazione messa in piedi (peraltro, a fini commercial-celebrativi) dal regista Tinto #Brass con alcune delle sue starlette in concomitanza di una delle ultime edizioni del #FestivaldelCinemadiVenezia. Non voglio intrattenermi qui sul concetto di #volgarità: resta il fatto che non intervenne proprio nessuno per impedire questa singolare iniziativa e la stessa popolazione lagunare non si scandalizzò affatto. 

Ora: io conosco personalmente parecchie delle persone (non omosessuali, non lesbiche, …no: persone) che prenderanno parte al #Pride reggino di oggi.E sono

persone fantastiche, che in termini di Valori hanno da insegnare (a me, sicuramente; forse, anche a molti altri). E attorno a sé hanno altre persone fantastiche: chi non s’è commosso ascoltando Franca#Panuccio, una manciata di ore fa, evidentemente non era presente (non c’è altra spiegazione possibile). Molti di voi, invece no: …e non conoscere l’altro – o non volerlo neanche conoscere – è un modo sbagliato d’iniziare un confronto, una spiegazione, un chiarimento.

Sono certo che la grande #festa in programma in queste ore non sarà tanto all’insegna della provocazione e della #trasgressione (che, pure, ci stanno; e sono un po’ il “sale” di tutti i Pride in ogni angolo del mondo, da sempre). Sarà invece una grande rivendicazione per i #diritti. I diritti di tutti. E, sono fiero di dirlo, è per questo che personalmente o “in spirito” io ci sarò senz’altro: da eterosessuale convinto, ma anche convintissimo che non occorra essere#gay o #lesbiche o #bisex o #transgender per lottare per i diritti di tutti. 

….A me però preme dire soprattutto una cosa.
Talora ci ricordiamo con fierezza di eventi accaduti dieci anni fa; 40 anni fa; 200 anni fa, nella nostra comunità. Bene. Sono con voi. Spero allora però che anche voi siate con me nell’insorgere e nel manifestare, voi per primi, voi in testa al corteo, per ricordare schifati come il 13 aprile di due anni fa (non cent’anni fa: DUE ANNI FA) alcuni balordi abbiano imbrattato il nome di#ReggioCalabria pestando un ragazzo, Claudio #Toscano, fino a provocargli una “frattura pluriframmentaria delle ossa nasali con deviazione del setto nasale a destra” (30 GIORNI di prognosi….), per il solo fatto di essere omosessuale, grave “colpa”!, non senza prima averlo adeguatamente quanto pubblicamente insultato. In ospedale, un infermiere avrebbe poi trovato opportuno dirgli che avrebbe potuto presentare al malcapitato una bella ragazza da frequentare, per tentare di guarire dalla sua “malattia”.
E’ immensamente più grave quest’episodio, rispetto all’eventuale esibizione di corpi senza vestiti (che, come da foto, molto spesso si verifica in altri contesti epperò risulta tollerata in quanto #etero).

Ecco perché anche chi sostiene la #famiglia tradizionale, che in questo periodo di crisi (non solo economica) va assolutamente supportata, dovrebbe essere a sfilare questa sera a Reggio Calabria, per i diritti di tutti. Pure suoi.

0 pensieri riguardo ““Lettera aperta” agli omofobi nel giorno del “Calabria Pride”. Per non dimenticare quel vergognoso pestaggio

  • 19 Luglio 2014 in 15:07
    Permalink

    Mario non sono molto d’accordo con quanto scrivi.
    Faccio una premessa: per me ogni persona ha una sua dignità ed un suo valore che va rispettato in quanto tale, quindi anche un omosessuale va rispettato in quanto persona.
    Detto questo ho il piacere di dibattere con te e con chi vuole su quanto sollevato nel tuo articolo/invito.
    Non credo assolutamente che la scena di Tinto Brass al Festival del Cinema di Venezia possa essere paragonabile a qualsiasi immagine oscena o lesiva per la pubblica moralità, sia che questa si esprima durante un gay pride sia in qualsiasi altro contesto pubblico. La differenza, non da poco, sta nella differenza fra Arte e volgarità. Per carità un culo di Tinto Brass può essere discutibile come Arte ma non è possibile negare l’Eros come elemento artistico e forma d’espressione artistica che continua a dare tanto all’umanità, a meno che, per esempio, non si vogliano censurare artisti come Picasso. Un culo di un ragazzo o di una ragazza, invece, seppur depilato e colorato, quando viene mostrato per strada mentre passeggiano liberamente dei bambini, degli anziani, delle suore, dei musulmani è volgare ed irrispettoso nei confronti di questa e tanta altra gente, ed è anche punibile dalla legge. Il tuo parallelismo, quindi, mi sembra troppo azzardato e fuorviante, direi anche propagandistico. Capisco la provocazione, e la condivido come “arma”, ma questa non può essere confusa con libertinaggio in nome della tolleranza ma senza alcun riguardo per il prossimo. Sono convinto anche io che questo gay pride – al quale non parteciperò perché, mi sia consentito senza essere definito “omofobo”, non ne condivido lo spirito ed i valori che lo animano – sarà molto sobrio a differenza delle scene squallide non solo di nudo ma anche, ad esempio, di sacerdoti travestiti che si baciano che siamo soliti vedere in questi tipi di manifestazioni. Ma sono altrettanto convinto che la prudenza di questo gay pride sia determinata solo dalla paura per eventuali reazioni della società reggina. Diciamo che la sobrietà è solo frutto di un calcolo e non della loro vera volontà di manifestazione. Ma questo, lo ribadisco, è un pensiero tutto mio.
    Un’altra cosa che non mi trova assolutamente d’accordo del tuo articolo è il pericoloso assioma che costruisci, o quanto meno che io ho percepito, ovvero che chi abbia un pensiero differente sui presunti diritti agli omosessuali allora è inevitabilmente… un omofobo. No Mario, io non sono omofobo ed ho il diritto sacro santo e costituzionale di dire come la penso anche su queste tematiche!!! E ritengo pericoloso fare passare il messaggio che chiunque abbia un pensiero differente sui presunti diritti agli omosessuali anche perché è in discussione in parlamento il ddl Scalfarotto che vuole estendere la legge Mancino ai reati di omofobia. La discriminazione è odiosa e va contrastata ma attraverso una cultura davvero della tolleranza e della diversità e non certamente mettendo un bavaglio ideologico sulle bocche e sulle menti delle persone. La legge cosiddetta sull’omofobia non ha nulla a che vedere con le discriminazioni agli omosessuali ma trasforma l’omofobia in reato di opinione perseguibile penalmente. Ciò significa che, a breve, affermare di essere contro i matrimoni gay o contro l’adozione dei bambini da parte di coppie gay potrà essere considerato “discriminatorio” e costituire reato punito con la reclusione fino a 1 anno e 6 mesi o multa fino a 6000 euro. Può essere reato il rifiuto di una pasticceria, i cui proprietari sono ferventi cristiani, di fare una torta per una copia gay (cosa già successa a Perugia). Praticamente dopo il Papa dimissionario avremo anche il Papa omofobo e criminale da sbattere in galera (provocazione)! Mi sembra chiaro che questa legge provocherà dei veri e propri corto circuiti logici che tradiscono la Costituzione stessa. Come si fa, infatti, ad oggettivare il reato di omofobia? Come stabilire se non solo un atto lesivo ma anche un intenzione è omofoba o no? È chiaro che la sentenza è esclusivamente riservata alla sensibilità del magistrato e gli scenari che si aprono sono quelli da “psicoreato” descritti da Orwell nel suo magnifico “1984”. Per questo ti invito a riflettere sul tuo invito così perentorio ma così, a mio avviso, pericoloso.
    Sul tema dei presunti diritti non mi dilungo. Conoscerai il mio pensiero se seguirai le attività dell’associazione “La Manif Pour Tous”. Intanto, nel farfugliare continuo sui diritti, mi rifaccio alla Costituzione italiana, alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo e ad una recente risoluzione dell’ONU che dichiarano la famiglia come cellula fondamentale della società ed alla Dichiarazione Universale dei Diritti Umani che riconosce il diritto primario del bambino di crescere e vivere in un contesto sano e naturale contraddicendo il presunto ed inventato diritto di essere genitore.
    Con rinnovata stima e affetto.
    A presto

    Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.