Media e discriminazioni

Carissimi, siamo di fronte all’ennesimo episodio (incredibile) di discriminazione. Anche…. ad opera dei media!

Chi è “terrone” non merita niente…. e non solo bosogna propagandare le sue nefaste gesta (sacrosanto!, se fa notizia, tanto più se siamo davanti a presunti illeciti o violazioni), ma bisogna anche sputtanarlo; non in quanto (eventualmente) colluso con la ‘ndrangheta, non perché (eventualmente) trasgressore… ma, è chiaro!!, in quanto, per esempio, calabrese

Pagina interna (pagina 23) dell’edizione del 4 settembre di un noto quotidiano nazionale che ha però forte radicamento in una precisa regione (non la Calabria, meglio chiarirlo  immediatamente).

Si riparla di un locale romano già molto ma molto controverso, La Dolce Vita. Stavolta però secondo le forze dell’ordine si è andati oltre il segno, e di parecchio.

Dopo i “normali” (…) problemi del locale capitolino, il 24 agosto scorso un avventore – in sèguito a una lite – ha afferrato una pistola e ha sparato a un altro cliente: a salve, ma ha pur sempre sparato. Apparentemente almeno, la turbativa dell’ordine pubblico ci sta tutta; anche perché, il bersaglio umano, che l’arma fosse caricata a salve mica lo sapeva. E nel momento topico, deve aver pensato: «È giunta la mia ora».

Invece la sua ora non era ancòra arrivata; ma, ad avviso dei tutori della legge, è ampiamente scoccata quella di chiudere definitivamente La Dolce Vita, anzi: di revocare la licenza al gestore. Viste le circostanze poco amene, ci può stare; parola in materia, ovviamente, a magistrati & C.

….ma il punto, almeno nel nostro caso, non è affatto questo…

Il punto è che il legale del locale capitolino, d’avviso radicalmente differente rispetto alla ricostruzione e alle valutazioni degli investigatori, non è certo restato in silenzio. Nossignori, ha fatto ben presenti le proprie ragioni.

(Che, per inciso, parrebbero assolutamente da approfondire: per l’avvocato Domenico Stamato, le forze dell’ordine non sono entrate in azione a dispetto di un’ipotetica inerzia di chi ha in cura La Dolce Vita, bensì «proprio perché chiamate dall’addetto alla sicurezza» del locale. Atto impensabile, quello che ha poi «reso possibile l’identificazione dei presunti responsabili», se una proprietà connivente o quantomeno amante della. ..quiete… avesse impartito ai dipendenti direttive opposte).

…Solo che in questo caso il portatore sano di toga non ha portato avanti le proprie argomentazioni giuridiche da esperto principe-del-foro. Troppo scontato, deve aver pensato l’articolista.

In questo specifico caso, stando al collega del notissimo giornale nazionale,  l’avvocato Ennio Stamato ha evocato le ragioni dell’imprenditore che gestisce il locale situato in zona Esquilino «su incarico del gestore calabrese».

…E allora, beh… lo capirete da soli, cari amici… le cose cambiano!

Eccerto: se il mandato difensivo è di rappresentare un imprenditore calabrese, capirete da soli che le tesi del legale non possono che essere destituite d’ogni fondamento!, indipendentemente – ovvio…  – da ragioni & torti, da carichi pendenti e realtà dei fatti….

Dettagli: quello lì è calabrese!, il caso è chiuso.

….Volete proprio la prova del 9 dell’odioso, ennesimo, inescusabile atteggiamento discriminatorio?

Ok, tenetevi forte: tentate d’imbastire la stessa frase ipotizzando che l’avvocato Stamato stia difendendo un cliente di Rapallo o di Mondovì. «Su incarico del gestore ligure…». «Su incarico del gestore piemontese….».

…eh, no. Vero? Non suona.

Per suonare bene questa frase, il gestore del locale in cui si è sparato – forse, con pronta reazione e allarme alle forze dell’ordine da parte di chi ne ha la titolarità -, non ci sono cazzi!, il gestore dev’essere calabrese; al più siciliano, o proprio in subordine napoletano. Se già l’ipotetico altro gestore fosse originario della Puglia (dove, pure, la potenza della Scu all’ombra degli ulivi secolari cresce ogni giorno di più), lui sarebbe solo uno sfigato e la frase non risulterebbe affatto calzante o appropriata.

Fidatevi, anche se è un terrone che ve lo dice. Anzi: non un giornalista (che in quanto genericamente tale, tutto sommato, potrebbe risultare credibile…), fidatevi anche se purtroppo… a dirvelo…. è un giornalista calabrese

0 pensieri riguardo “Media e discriminazioni

  • 7 Settembre 2012 in 0:54
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    Quasi 10 anni , lunghi e tortuosi, solo domande e risposte….. zero, distrattata, delusa, solo io posso…. parlare….. sono a disposizione della gente sana, umana e intelligente, grazie per l aiuto, ci tengo a precisare che il fatto è successo fuori dal locale e a chiamare sono stata proprio io l intervento è avvenuto più di 15 minuti dopo, fuori zero, tutto tace, e che cosa hanno fatto al gestore? chiusura e ritiro delle licenze questo il premio. La delinquenza non vive nel Meridione siamo troppo perbene………. Piemontesi e Liguri non avrebbero avuto questa pazienza, Un grazie di cuore vedo che il caso è molto seguito e questo mi fa onore, grazie a chi scrive grazie terra……….io vado avanti ora BASTA………

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  • 8 Settembre 2012 in 8:17
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    Io sono stato tantissime volte e non è mai successo niente!! locale bellissimo e tranquillo,musica ottima,me sembra esagerato chiuderlo,da quanto sento dire i giornalisti hanno gonfiato tanto questa cosa!! non è giusto chiudere il locale!!

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  • 8 Settembre 2012 in 8:47
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    e sono d’accordo infatti in altri posti succede di peggio ma nn li fanno chiudere!

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  • 18 Settembre 2012 in 7:37
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    Grazie , per i commenti, ma purtroppo le parole servono poco, sicuro i fatti, e li vediamo, valgono di più…….. tante famiglie allo sfacelo, chi piange, chi si chiede che cosa è successo, chi va a trovare la gente in tutti i posti dei locali e nella movida Romana, non ci sono risposte solo fascicoli di verbali, GONFIATI ANZI NEANCHE UNO FIRMATO DAI GESTORI, bene ragazzi grazie mille e sopratutto un grazie alle forze dell’ Ordine, che ci hanno ridotto così, lo staff della Dolce Vita vi ringrazia e spero credo e sono sicura che non piango da sola buona giornata.

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